COSA VISITARE
Le principali destinazioni turistiche del sud-est barese sono Polignano a Mare, Mola di Bari, Monopoli, Conversano, Castellana Grotte, Alberobello.
Polignano a Mare
Considerata la "perla dell'Adriatico", Polignano a Mare è il luogo ideale per immergersi in un mare incontaminato o per una piacevole passeggiata nel suggestivo centro storico, a picco sul mare. Città natale di Domenico Modugno e Pino Pascali, la città ha origini greche ed è interamente disposta su un altopiano roccioso, a 24 metri sul mare.
Nei secoli ha rappresentante un importante crocevia di merci e un punto di incontro di culture diverse. La struttura urbana presenta tracce della presenza araba, bizantina, spagnola e normanna.
L'ampio litorale, lungo dodici chilometri, è caratterizzato da insenature più o meno grandi e grotte marine prodotte da fenomeni carsici, a cominciare dalla Palazzese: alcune di esse sono raggiungibili soltanto in barca, altre si fondono con le cantine delle abitazioni sovrastanti. Di particolare interesse scientifico, oltre che turistico, i fondali frequentati da quanti amano le immersioni.
Situata nel cuore del centro storico, la Chiesa Matrice fu consacrata nel 1295 a Santa Maria Assunta. Sede di vescovado dal VII secolo all'inizio del XIX, si impone con il suo campanile quadrangolare in stile romanico. Custodisce le reliquie del patrono San Vito, il presepe artistico di Stefano da Putignano (XV secolo) - autore anche della Pietà e della Madonna col Bambino in braccio che ornano le navate laterali - il coro ligneo (XVII secolo), l'organo a canne (XVIII secolo) e il polittico del Vivarini (XV secolo).
Immediatamente fuori dal borgo antico, vi è il ponte murattiano sulla Lama Monachile che offre una straordinaria visione panoramica: da un lato il ponte romano a ridosso del selciato della via Appia Traiana e, dal lato opposto, uno spettacolo mozzafiato con le case bianche dei pescatori sulla scogliera, che domina l'antico porto di epoca veneziana.
A un paio di chilometri dal centro abitato, ecco l'Abbazia di S.Vito, nel cuore dell'omonimo villaggio. Fondata dai monaci basiliani, sede di benedettini e poi di francescani, oggi è inglobata in una proprietà privata, sebbene la chiesa sia regolarmente adibita al culto.
Da non perdere la festa del patrono San Vito Martire che ricorre il 14, 15 e 16 giugno.
Mola di Bari
Protesa tra la campagna ed il litorale, Mola di Bari offre ai visitatori il fascino di un mare incontaminato e un notevole patrimonio artistico e culturale. Quasi a metà strada tra Bari e Polignano a Mare, è una località turistica molto apprezzata, con un ampio lungomare, dominato dal Castello angioino.
Le prime fonti rilevano l'esistenza di un centro urbano nel 1277, quando Carlo I d'Angiò ordinò la ricostruzione della cinta muraria, di una chiesa e di un castello.
Da visitare, in giro per la città, il Castello Angioino, la Chiesa Matrice di San Nicola (secolo XIII), la Chiesa della Madonna di Loreto, la chiesa di Sant'Antonio (XVI secolo) e la Chiesa di San Giovanni con il vicino monastero, oggi sede dell'Accademia delle Belle Arti.
Tra le feste tradizionali, da non perdere la festa della Madonna d'Altomare la prima domenica di luglio e la sagra del polpo, che si svolge l'ultima domenica di luglio.
Monopoli
È fra i luoghi più belli della costa adriatica per i monumenti del centro storico e la bellezza del suo mare, segnalato con una vela blu sulla Guida Blu di Legambiente, caratterizzato dalla presenza di 25 spiagge sabbiose distribuite su di una superficie di 13 chilometri.
Dal greco "Monos-polis" ("città unica"), Monopoli è nata come cittadina ponte per Egnazia. Nei secoli, come l'intera Puglia, ha subito la dominazione normanna, bizantina e sveva. L'occupazione veneziana, cominciata nel 1484, ha segnato un periodo di grande crescita economica e di sviluppo delle attività portuali, data anche la favorevole posizione geografica e la notevole richiesta sui mercati esteri di prodotti provenienti dall'entroterra. Al 1552 risale l'allargamento delle mura - di cui ancor oggi sono ben conservati i resti - in coincidenza con la liberazione della città da parte degli Spagnoli. Dopo le dominazioni spagnola e austriaca, la città è stata annessa al Regno di Napoli ed infine al Regno d'Italia.
Il monumento simbolo della città è il castello di Carlo V, situato in corrispondenza delle mura che circondano la città su di un promontorio detto "punta penna". Fortificazione di origine aragonese costruita su un precedente monastero benedettino e restaurata a scopo difensivo da Carlo V, oggi è sede di mostre e convegni.
C'è poi la Cattedrale, le cui prime fondamenta risalgono al 1107. Nel corso del XVIII secolo subisce una trasformazione in stile tardo barocco. Fortemente voluta dagli abitanti, nel '700 viene ricostruita in devozione alla Madonna della Madia.
La Chiesa di S. Maria Amalfitana, edificata nel XII secolo per volere di un gruppo di marinai e mercanti amalfitani, rimaneggiata in forme barocche, rispetto alla costruzione iniziale conserva l'abside e l'interno a tre navate separate da bei pilastri, oltre a quanto rimane della chiesa-grotta originaria, tra cui alcuni affreschi parietali, e in particolare, un'icona raffigurante S. Nicola di Myra.
Palazzo Palmieri sorge nella piazza omonima, la più antica della città. Un tempo annessa alla chiesa di S.Pietro (V secolo), nel 1585 alcuni fedeli decisero di acquistare parte dei palazzi adiacenti, adibendoli a "Conservatorio della Casa Santa". Riaperta in seguito, oggi è perfettamente ristrutturata e visitabile.
L'Abbazia di Santo Stefano è un complesso fortificato costruito nel 1086 per volere di Goffredo d'Altavilla, Conte di Conversano. Oggi si trovano solo i resti della vecchia chiesa riconducibili all'antica Egnazia.
La Chiesa del Purgatorio è una chiesa molto particolare in quanto ospita al suo interno cadaveri di gente del luogo. In pieno stile barocco, è aperta al pubblico solo un'ora al giorno, ma se ne può osservare l'interno da una finestra illuminata sempre aperta sulla chiesa.
La Chiesa di Santa Maria del Soccorso è un'antica chiesa ricavata dalla cavità di una roccia e decorata con affreschi .
L'agro di Monopoli è diviso in un centinaio di contrade, caratterizzate dalla presenza di masserie fortificate, chiese, insediamenti rupestri e ville. Sono circa 200 le masserie, giunte fino ai giorni nostri in ottimo stato, ben dislocate nel cuore della marina, nelle basse colline e nelle pianure dell'entro terra. Le più famose sono Conchia, Spina, Caramanna. A tre chilometri dalla città, sul litorale meridionale, incontriamo Santo Stefano, splendida abitazione privata, già abbazia benedettina, fondata nel 1086 da Goffredo d'Altavilla. Ci sono poi diverse chiese di tipo rurale (Cristo delle Zolle, San Michele) o di tipo rupestre (lo Spirito Santo, la chiesa dei SS. Andrea e Procopio).
Tra le ricorrenze vanno senz'altro citate la festa dei Santi Cosma e Damiano nel primo fine settimana di giugno e la suggestiva rievocazione dell'approdo della zattera con l'icona della Madonna della Madia, che avviene in due momenti diversi dell'anno, il 14 agosto e il 16 dicembre.
Conversano
Fra le più belle cittadine della Puglia, ha un territorio caratterizzato da antiche chiese rupestri, affascinanti monasteri ed una ricca coltivazione di ulivi e ciliegi.
Le origini dell'antica "Norba" (forte) risalgono al VIII - VI secolo avanti Cristo. Città peuceta per eccellenza, in origine era completamente circondata da mura megalitiche, in una sorta di cavità circolare. Intorno al V secolo Norba scompare, sostituita dal casale "Cupersanum", che segna per la città un periodo di crescita economica ed artistico-culturale.
Il Castello normanno, situato nel nucleo antico della città, è stato costruito su mura megalitiche intorno al VI-IV secolo.
Trasformato in fortezza difensiva dai Normanni nel 1054, lo rimane fino al XVII secolo, quando i conti di Acquaviva non lo usano più come loro dimora. Oggi, sede di una pinacoteca, ospita le dieci tele della "Gerusalemme Liberata" realizzate da Paolo Finoglio - che risente dell'influsso del Caravaggio - ed altre opere che rappresentano una minima parte della ricca raccolta degli Acquaviva.
La Cattedrale romanica, caratterizzata da una pianta a croce latina, sorge sui resti di un tempio paleocristiano che risale all'XI-XIII secolo. Con l'arrivo del Barocco, ha subito radicali trasformazioni e, soltanto nel 1877, sono venute nuovamente alla luce le sue caratteristiche originali. Nel 1997 Papa Giovanni Paolo II l'ha consacrata Basilica Minore. Al suo interno si può ammirare l'unica icona del XIV secolo che raffigura la Madonna della Fonte, patrona della città, sfuggita all'incendio del 1911.
Forse costruito nel VI secolo, per desiderio di S. Mauro, il Monastero di S. Benedetto è stato sottoposto prima al poter della Santa Chiesa e, negli anni a venire, a Federico II di Svevia. Dopo il 1267, è accertata la presenza al suo interno di badesse che, nonostante i rapporti non ottimi con i rappresentanti del vescovo, rimangono qui per diverso tempo. Oggi ospita le sale del Museo Civico di Conversano.
La Chiesa dei Ss. Cosma e Damiano, costruita per volere di Gian Girolamo II Acquaviva d'Aragona (il noto "Guercio di Puglia"), custodisce opere d'arte di inimmaginabile bellezza ed è il luogo nel quale il Finoglio ha dipinto i suoi primi lavori.
Di indiscussa e bellezza ed interesse, la Chiesa di Santa Caterina e il Castello Marchione, antica dimora estiva dei conti D'Aragona.
Castellana Grotte
Meta turistica indiscussa per via delle sue numerose e straordinarie grotte, Castellana vanta un paesaggio unico al mondo.
Si racconta che le origini storiche della città risalgano all'inizio del '900, ad opera di Franco Anelli. È un agglomerato ben distribuito di palazzi gentilizi in stile 1600-1700. Geograficamente disposta tra una serie di piccole alture e depressioni, ben testimonia l'antica morfologia delle Murge.
La scoperta delle Grotte di Castellana, merito dello speleologo Franco Anelli, risale intorno al 1938. Scavate dall'azione di un antico fiume sotterraneo, queste cavità sono formate da una serie di enormi voragini carsiche completamente ricoperte da stalattiti e stalagmiti e collegate tra loro da strettissimi corridoi che si estendono per circa un chilometro e mezzo, tanto da definire uno scenario sotterraneo senza uguali.
La Chiesa Madre, dedicata a San Leone Magno, è situata al centro della città. A pianta medievale, al suo interno si possono ammirare numerosi affreschi predisposti sulle diverse facciate ed un altare dal notevole valore artistico.
La Chiesa di S. Francesco, costruita intorno al '700, conserva oggi inalterate la struttura e la bellezza che la caratterizzano da sempre.
Il Convento di S. Maria della Vetrana è un santuario francescano costruito in onore della Madonna, divenuta patrona della città per averla salvata dalla peste nel 1690.
Alberobello
Entrata a far parte del Patrimonio dell'Unesco, Alberobello è una città unica al mondo nel suo genere, con i caratteristici trulli.
La storia della cittadina inizia nella seconda metà del XVI secolo, quando, sotto il dominio dei Conti Acquaviva, i contadini sono autorizzati a costruire abitazioni "a secco" dove trasferirsi per meglio gestire la zona, allora chiamata della "Selva". Alberobello è tornata libera nel 1797. Oggi attrae visitatori di ogni parte del mondo per via delle sue caratteristiche abitazioni a cono rovesciato, realizzate senza collante che, diroccate su una piccola altura, scendono fino in pianura, descrivendo un paesaggio d'altri tempi.
E' senz'altro da vedere il Trullo Sovrano, la cui costruzione risale alla seconda metà del '700. Un tempo sede della confraternita e delle reliquie dei Santi medici Cosma e Damiano, conserva una struttura a due piani. Fedelmente ristrutturato, oggi è aperto al pubblico.
Del Rione Aia Piccola fanne parte circa 400 trulli, disposti uno accanto all'altro, tanto da offrire a chi arriva qui l'idea del vecchio borgo medievale di un tempo.
Il Rione Monti comprende circa 1000 trulli collocati su strade molto strette e suggestive, che partono dall'esterno della Chiesa di S. Antonio, anch'essa a forma di trullo.
Il nucleo originario della Basilica dei SS. Cosma e Damiano è stato costruito in stile neoclassico intorno al 1885. La facciata esterna è stata completata in seguito. Oggi il santuario ospita al suo interno le statue dei due protettori della città e numerosi altri affreschi.
